C'ERA UNA VOLTA LA PIETRA

A Montemurro le ringhiere stanno sostituendo la pietra: una cosa improponibile in un borgo medioevale, dove i restauri dovrebbero essere improntati alla conservazione e non alla demolizione, come accadeva invece ai tempi della Torre Campanaria.

Qui di seguito una simpatica poesia di Teresa Cataldi e suo figlio Giorgio Roccato. Si spera che gli altri bei ponti di Montemurro non facciano la stessa fine di quello della Valle, pur constatando con rammarico che anche la messa in sicurezza del ponte di San Rocco ha seguito la logica dello stravolgimento dei luoghi.

 

'A F'RRIATA ARRUZZ’NUTA

Il saggio, il giovane,
il cane e le zecche
non tengono più spazio,
non tengono più niente.

Le giovani e le donne,
cinesi diverranno,
divisa e berretto
costrette indosseranno.

Montemurresi, aprite i vostri occhi,
aprite i vostri cuori,
ognuno viva beato
tenendosi il passato.

La ruggine attecchisce,
divora e lascia niente,
la f'rriata arruzz’nuta
non la vogliamo per sempre.

Diciamo, oggi, la nostra,
diciamo tutto e presto
sollecitiamo il pigro
ad esser voce, onesto.

Non serve l’ipocrisia,
non serve la facciata,
lasciateci le pietre,
togliete l’inferriata.

Macerata, 10 giugno 2007